postato da AlfaLyrae alle ore 20:41
sabato, 27 ottobre 2007

 

albLe stelle del nostro cielo non si possono spegnere.

Possono solo essere nascoste da nuvole nere.

Un vento caldo che accarezza la pelle ha spazzato il mio cielo e lo ha reso di una tale limpidezza che mai avrei potuto immaginare.

Alzo gli occhi e vedo la mia stella polare, il mio punto di riferimento, attorno al quale ruota tutto il resto del mondo...

Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : polvere di stelle

postato da AlfaLyrae alle ore 15:46
giovedì, 02 novembre 2006

PAYSAGE
Charles Baudelaire
nuvole
Je veux, pour composer chastement mes églogues,
Coucher auprès du ciel, comme les astrologues,
Et, voisin des clochers, écouter en rêvant
Leurs hymnes solennels emportés par le vent.
Les deux mains au menton, du haut de ma mansarde,
Je verrai l'atelier qui chante et qui bavard ;
Les tuyaux, les clochers, ces mâts de la cité,
Et les grands ciels qui font rêver d'éternité.
Il est doux, à travers les brumes, de voir naître
L'étoile dans l'azur, la lampe à la fenêtre,
Les fleuves de charbon monter au firmament
Et la lune verser son pâle enchantement.
Je verrai les printemps, les étés, les automnes ;
Et quand viendra l'hiver aux neiges monotones,
Je fermerai partout portières et volets
Pour bâtir dans la nuit mes féeriques palais.
Alors je rêverai des horizons bleuâtres,
Des jardins, des jets d'eau pleurant dans les albâtres,
Des baisers, des oiseaux chantant soir et matin,
Et tout ce que l'Idylle a de plus enfantin.
L'Emeute, tempêtant vainement à ma vitre,
Ne fera pas lever mon front de mon pupitre ;
Car je serai plongé dans cette volupté
D'évoquer le Printemps avec ma volonté,
De tirer un soleil de mon cœur, et de faire
Des mes pensers brûlants une tiède atmosphère
.
 
Voglio, per comporre castamente le mie egloghe
Dormire vicino al sole, come gli astronomi,
E, vicino ai campanili, ascoltare sognando
I loro inni solenni portati dal vento.
Le mani al mento, dall'alto della mia mansarda,
Vedrò lo studio che canta e chiacchiera;
I caminetti, i campanili, questi alberi della città,
E i grandi cieli che fanno sognare d'eternità.
E' dolce, attraverso la nebbia, veder nascere
La stella nell'azzurro, la lampada alla finestra,
I fiumi di carbone salire al firmamento
E la luna versare il suo pallido incanto.
Vedrò le primavere, le estati, gli autunni;
E quando verrà l'inverno dalle monotoni nevi,
Chiuderò dappertutto porte e imposte
Per edificare nella notte i miei magici palazzi.
Allora sognerò degli orizzonti bluastri,
Dei giardini, dei getti d'acqua piangenti negli alabastri,
Dei baci, degli uccelli cantare sera e mattina,
E tutto quello che l'Idillio ha di più infantile.
La Sommossa, tempestando vanamente al mio vetro,
Non farà alzare la mia fronte dal mio leggìo;
perché sarò tuffato in questa voluttà
D'evocare la Primavera con la mia volontà,
Di estrarre un sole dal mio cuore, e di far
dei miei pensieri una tiepida atmosfera
Permalink ¦ commenti (22)¦ commenti (22)(popup)
categoria : poesia

postato da AlfaLyrae alle ore 13:31
giovedì, 26 ottobre 2006

GLI ALIENI: ESISTONO? NON ESISTONO? CI HANNO GIA’ FATTO VISITA?
 
Argomento dibattuto da anni e su cui Hollywood ci ha guadagnato milioni di dollari.
Ma la domanda che si pone l’uomo resta ancora senza una risposta: siamo soli nell’Universo?
I primi avvistamenti di U.F.O. risalgono addirittura ai tempi dei Romani! Ma l’ufologia vera e propria nasce nel 1947 quando Kenneth Arnold, un ricco americano, suscitò grande scalpore dichiarando di aver osservato dal proprio aereo privato nove “dischi volanti” volare in formazione nei pressi del Monte Rainer nello stato di Washington.
Molto probabilmente si trattava in realtà di nove aerei ad ala volante della Northtop tenuti al silenzio radar e senza insegne militari che venivano testati nei dintorni di Seattle, dove oggi sorgono le fabbriche della Boeing.
Da allora abbiamo sentito parlare di Roswell, di Area 51, di cerchi nel grano, di rapimenti… ma nessuna prova concreta è mai stata fornita sull’effettivo atterraggio di un’astronave aliena sulla Terra!
Viene anche da chiedersi come mai questi avvistamenti capitino sempre ad agricoltori delle pianure americane e mai, nemmeno una volta, alla folta comunità mondiale degli astrofili che passa la notte ad osservare il cielo con un telescopio…
Ma, da un punto di vista puramente scientifico e probabilistico, non possiamo assolutamente escludere che esistano altre forme di vita nell’Universo!
Quasi sicuramente la ricerca risulta negativa nel nostro Sistema Solare anche se c’è una forte attenzione rivolta ad Europa, uno dei satelliti di Giove, su cui ci sarebbe un oceano di acqua allo stato liquido sotto uno spesso strato di ghiaccio, ma nella migliore delle ipotesi si tratterebbe di esseri allo stato unicellulare.
Il nostro sistema planetario, tuttavia, è solo un puntino minuscolo nel cosmo.
All’interno della nostra galassia, la Via Lattea, esistono miliardi di altre stelle che potrebbero avere pianeti, forse simili alla Terra… e nell’universo si contano miliardi di galassie…
Abbiamo ottimi motivi per credere che le leggi della natura siano uguali sul nostro pianeta come nel resto dell’universo e sappiamo che la chimica che sta alla base degli esseri viventi si fonda sugli stessi principi che regolano la materia inanimata.
Non sappiamo esattamente come sia avvenuto il processo che ha dato il via alla vita, ma non è sicuramente un’esclusiva del nostro pianeta, può nascere o essere nato anche altrove, deve però trovare condizioni simili a quelle della Terra per potersi sviluppare: un ambiente protetto, una temperatura opportuna e più di tutto l’acqua.
La famosa equazione di Drake (l’astronomo fondatore del SETI “Search for Extra Terrestrial Intelligence”) dove vengono combinati diversi termini tra cui numero di stelle idonee, frazione di stelle con pianeti, quantità di pianeti di tipo terrestre, … dà come risultato, anche nei casi più pessimistici possibili, almeno 10000 civiltà tecnologicamente avanzate presenti oggi nell’universo. Ma è solo una speculazione.
I grossi limiti che si pongono sono il tempo e la distanza! Le stelle più vicine a noi (a 30, 40 anni luce) è praticamente certo che siano sprovviste di pianeti di tipo terrestre, per cui se da un mondo distante da noi per esempio 100 anni luce partisse ora una comunicazione radio ci impiegherebbe 100 anni per raggiungerci! E noi risponderemmo con un messaggio che arriverebbe a destinazione dopo altri 100 anni! Un po’ troppo per una conversazione efficace!
Viaggiare alla velocità della luce con una navicella spaziale? Altamente improbabile…
E poi l’universo è talmente vasto e vecchio di 14 miliardi di anni che altre possibili civiltà potrebbero essersi già estinte o trovarsi agli albori della vita…
L’atavica domanda dell’uomo, al momento, è destinata a non avere una risposta.
Però tutte le volte che con il mio telescopio osservo la favolosa girandola di una galassia, mi piace pensare che nello stesso istante qualcuno stia osservando la Via Lattea, nella mia direzione e magari si stia chiedendo:” Chissà chi c’è là?!”
Io credo che non siamo soli nell’universo, anzi, ne sono convinta… Mi immagino pianeti dove strani animaletti simili alle nostre libellule si posano su curiosi fiori, città in cui creature antropomorfe conducono un’esistenza con gli stessi nostri problemi e la sera osservano in cielo costellazioni che noi non potremo mai vedere!
Carl Sagan nel suo capolavoro, Contact, fa dire alla protagonista dottoressa Arroway:
«Ma lo sai che ci sono 400 miliardi di stelle lassù,
solo nella nostra galassia...
se solo una su un milione avesse un pianeta,
e se solo uno su un milione di essi avesse la Vita,
e se solo su uno su un milione di essi ci fosse vita intelligente,
potrebbero esserci letteralmente milioni di civiltà lassù...
Bé, se non ci fossero sarebbe un bello spreco di spazio.>>
E’ vero!, sarebbe un gran bello spreco di spazio!
A tutti voi terrestri auguro……
Lunga vita e prosperità!spazio, ultima frontiera...
Permalink ¦ commenti (20)¦ commenti (20)(popup)
categoria : polvere di stelle

postato da AlfaLyrae alle ore 14:57
venerdì, 20 ottobre 2006

Notte
(Herman Hesse)luna sul lago
Con il crepuscolo ed il canto del merlo
s'avanza la notte dalle valli.
Le rondini riposano, il lungo giorno
anche le rondini ha stancato.
Per la finestra con un suono trattenuto
passa l'arcata leggera del mio violino.
Capisci, bella notte, la melodia -
la mia vecchia canzone, la canzone a te?
Un fresco fruscio giunge dal bosco
che il mio cuore rabbrividendo ride,
e piano con forza gentile mi vince
sia il sonno che il sogno della notte.
 
Permalink ¦ commenti (9)¦ commenti (9)(popup)
categoria : poesia

postato da AlfaLyrae alle ore 21:17
lunedì, 16 ottobre 2006

PERSEO
E’ una costellazione tipicamente autunnale, ma rimane ben visibile in cielo gran parte dell’anno, da luglio a marzo.
Confina a Ovest con Andromeda e il Triangolo, a Nord con Cassiopea, a Sud con Auriga e Toro.
Perseo è attraversato dalla parte della Via Lattea visibile in autunno e in inverno e, grazie a questa particolare posizione, può vantare alcuni dei più ricchi e affascinanti campi stellari.
Il più bello e conosciuto è senza dubbio il “Doppio Ammasso” acca chi persei.
E’ già percepibile a occhio nudo, con un binocolo è qualcosa di stupendo, attraverso il telescopio mozza il fiato. La prima volta che l’ho osservato ho pensato: “polvere di stelle!”
Vi invito veramente a provare ad osservare questo favoloso ammasso con un binocolo facendo riferimento alla mappa per orientarvi: ne rimarrete incantati!Doppio ammasso nel Perseo
(Il doppio ammasso acca chi persei)
M 34 è un altro ammasso stellare che si trova a oltre 1000 anni luce di distanza da noi.
M 76 è una nebulosa planetaria chiamata anche “la piccola Dumbell”.
NGC 1499 è la nebulosa California che dà il meglio di sé in foto a lunga posa.
La stella più famosa di questa costellazione è beta persei, Algol (il demonio) che è il prototipo delle “binarie variabili ad eclisse”.
Questo tipo di variabili è formato da due stelle in orbita stretta che, viste dalla Terra, passano periodicamente una davanti all’altra; Algol varia dalla magnitudine (misura di riferimento dello splendore delle stelle) 2,2 alla 3,5 ogni 2 giorni e 21 ore.
Eta persei è una bella stella doppia in cui una delle due componenti è di color arancio, l’altra azzurra.perseo
Due parole vanno spese anche per le Perseidi, lo sciame meteorico più famoso dell’anno: le lacrime di San Lorenzo. Quando in estate osserviamo queste meteore, esse sembrano nascere proprio dalla costellazione di Perseo. Durante il loro picco (tra il 12 e il 13 agosto), se ne possono osservare anche 60 in un’ora. Le Perseidi sono prodotte dal materiale della scia della cometa Swift-Tuttle; quando la Terra vi passa attraverso queste particelle meteoriche esse entrano nella nostra atmosfera dando origine alle scie brillanti e persistenti che noi chiamiamo stelle cadenti. perseide
(la bellissima scia di una Perseide)
 
IL MITO
Perseo era figlio di Zeus e della mortale Danae. Il nonno Acrisio, re di Argo, aveva ricevuto da un oracolo la profezia secondo la quale sarebbe stato ucciso proprio dal nipote. Così fece gettare Perseo e sua madre in mare, chiusi in una cassa di legno.
In balia delle onde arrivarono sino all’isola di Serifo dove furono salvati da un pescatore, Ditti e accolti alla corte del tiranno Polidette. Questi allevò Perseo come un principe ma quando si invaghì di Danae, per allontanarlo, gli chiese di portargli la testa di Medusa.
Grazie all’aiuto degli dei, Perseo giunse dalle Graie le tre mostruose sentinelle del monte Atlante. Queste creature avevano un solo occhio in comune che si scambiavano a seconda delle necessità.
Perseo riuscì ad impadronirsene e chiese in cambio della sua restituzione l’indicazione per trovare Medusa, la gorgonie il cui sguardo poteva pietrificare gli uomini.
Con uno stratagemma Perseo riuscì a decapitarla e con la sua testa salvò Andromeda (figlia di re Cefeo e della regina Cassiopea) incatenata ad una roccia che stava per essere divorata da un mostro marino, e la sposò.
Dopo le nozze la coppia si recò a Serifo.
Perseo era ansioso di rivedere la madre per salvarla da Polidette e riuscì nella sua impresa utilizzando ancora una volta la testa di Medusa con la quale pietrificò il tiranno.
Al suo posto mise sul trono Ditti che lo aveva salvato dal mare.
La testa di Medusa fu donata alla dea Minerva che la mise al centro del suo scudo.
Tornando verso il Peloponneso Perseo fece avverare la profezia dell’oracolo; partecipò infatti alle gare sportive e, durante la prova di lancio del disco, colpì a morte uno spettatore, involontariamente: questi altri non era che suo nonno!perseo_il mito
Il mito di Perseo
il perseo di Benvenuto Cellini
Il Perseo di Benvenuto Cellini
Permalink ¦ commenti (15)¦ commenti (15)(popup)
categoria : guida alle costellazioni

postato da AlfaLyrae alle ore 17:00
mercoledì, 11 ottobre 2006

Da "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry

DesertoEbbi un gesto di stanchezza: e' assurdo cercare un pozzo, a caso, nell'immensita' del deserto. Tuttavia ci mettemmo in cammino.
Dopo aver camminato per ore in silenzio, venne la notte, e le stelle cominciarono ad accendersi. Le vedevo come in un sogno, attraverso alla febbre che mi era venuta per la sete. Le parole del piccolo principe danzavano nella mia memoria.
"Hai sete anche tu?" gli domandai.
Ma non rispose alla mia domanda. Mi disse semplicemente:
"Un po' d'acqua puo' far bene anche al cuore..."
Non compresi la sua risposta, ma stetti zitto... sapevo bene che non bisognava interrogarlo.
Era stanco. Si sedette. Mi sedetti accanto a lui.
E dopo un silenzio disse ancora:
"Le stelle sono belle per un fiore che non si vede..."
Risposi: "Gia'", e guardai, senza parlare, le pieghe della sabbia sotto la luna.
"Il deserto e' bello", soggiunse.
Ed era vero. Mi e' sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio...
"Cio' che abbellisce il deserto", disse il piccolo principe, "e' che nasconde un pozzo in qualche luogo..."
Fui sorpreso di capire d'un tratto quella misteriosa irradiazione della sabbia. Quando ero piccolo abitavo in una casa antica, e la leggenda raccontava che c'era un tesoro nascosto.

Naturalmente nessuno ha mai potuto scoprirlo, ne' forse l'hai mai cercato. Eppure incantava tutta la casa. La mia casa nascondeva un segreto nel fondo del suo cuore...
"Si", dissi al piccolo principe, "che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza e' invisibile".
"Sono contento", disse il piccolo principe, "che tu sia d'accordo con la mia volpe".
Incominciava ad addormentarsi, io lo presi tra le braccia e mi rimisi in cammino. Ero commosso.
Mi sembrava di portare un fragile tesoro.
Mi sembrava pure che non ci fosse niente di piu' fragile sulla Terra. Guardavo, alla luce della luna, quella fronte pallida, quegli occhi chiusi, quelle ciocche di capelli che tremavano al vento, e mi dicevo:
"Questo che io vedo non e' che la scorza. Il piu' importante e' invisibile..."
E siccome le sue labbra semiaperte abbozzavano un mezzo sorriso mi dissi ancora:
"Ecco cio' che mi commuove di piu' di questo piccolo principe addormentato: e' la sua fedelta' a un fiore, e' l'immagine di una rosa che risplende in lui come la fiamma di una lampada, anche quando dorme..."
E lo pensavo ancora piu' fragile.
Bisogna ben proteggere le lampade: un colpo di vento le puo' spegnere...
E cosi' camminando, scoprii il pozzo al levar del sole. [...]

Questo assomiglia a un pozzo di villaggio. Ma non c'era alcun villaggio intorno, e mi sembrava di sognare. "E' strano", dissi al piccolo principe, "e' tutto pronto: la carrucola, il secchio e la corda..."
Rise, tocco' la corda, fece funzionare la carrucola. E la carrucola gemette come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo.
"Senti", disse il piccolo principe, "noi svegliamo questo pozzo e lui canta..."
Non volevo che facesse uno sforzo.
"Lasciami fare", gli dissi, "e' troppo pesante per te".
Lentamente issai il secchio fino all'orlo del pozzo. Lo misi bene in equilibrio. Nelle mie orecchie perdurava il canto della carrucola e nell'acqua che tremava ancora, vedevo tremare il sole.
"Ho sete di questa acqua", disse il piccolo principe, "dammi da bere..."
E capii quello che aveva cercato! Sollevai il secchio fino alle sue labbra. Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa. Quest'acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla marcia sotto le stelle, dal canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia. Faceva bene al cuore, come un dono. [...]

"Da te, gli uomini", disse il piccolo principe, "coltivano cinquemila rose nello stesso giardino..." e non trovano quello che cercano..."
"Non lo trovano", risposi.
"E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua..."
"Certo", risposi.
E il piccolo principe soggiunse:
"Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore".
Avevo bevuto. Respiravo bene. La sabbia, al levar del sole, era color del miele.

Permalink ¦ commenti (11)¦ commenti (11)(popup)
categoria : polvere di stelle

postato da AlfaLyrae alle ore 13:25
lunedì, 09 ottobre 2006

 

HO VISTO LA LUNAluna

Sono uscita sul terrazzo per respirare l’aria frizzante di una serata dal cielo limpido.
Il buio mi ha accolta in un abbraccio romantico.
Nelle orecchie avevo ancora le note della canzone che stavo ascoltando fino a qualche istante prima “The sound of Silence”.
Ho alzato gli occhi e la luna piena mi ha sorriso: la sua luce d’argento rischiarava di un tenue bagliore il cielo.
“Ciao Luna” le ho sussurrato… L’ ho fissata per un tempo infinito… poi ho afferrato uno dei raggi che mi tendeva come braccia protese e ho accettato il suo invito.
Ho volato incorporea fin su da lei con una sensazione di indescrivibile leggerezza nel cuore e nell’anima…
“Benvenuta” mi ha detto, “siediti e contempla!”
I miei occhi non hanno mai visto un tale splendore: la terra era una lontana forma sferica, mosaico di terre e mari e nuvole in cui una moltitudine di animali chiamati uomini brulicava invisibile in contorti giri per andare chissà poi dove.
E al di là della terra e intorno a me solo le stelle… milioni, miliardi di stelle!
E con ognuna di esse un sogno e una promessa.
Qui è tutto immobile, dolcemente statico, come un torpore inebriante che tocca tutti i sensi.
Non esistono il tempo e lo spazio, o semplicemente non hanno importanza alcuna; un secondo può durare all’infinito.
La luna nel suo caldo abbraccio mi culla bisbigliando una dolce ninna nanna.
Quale pace e serenità si infondono nella mia anima!
Quali sogni stupendi mi rapiscono mentre accoccolata riposo come una bimba che la sera si addormenta dopo una giornata di giochi e risa!
 
Riapro gli occhi… luna sei sempre lì, in cielo, che mi guardi col tuo faccione e mi fai l’occhiolino.
Io sono sempre qui, sulla terra, felice di vederti, e di poter volare ogni tanto su da te!
Permalink ¦ commenti (11)¦ commenti (11)(popup)
categoria : polvere di stelle

postato da AlfaLyrae alle ore 20:47
martedì, 03 ottobre 2006

CASSIOPEA E CEFEO
 
Cassiopea è una costellazione dell’emisfero boreale e, trovandosi a 30° dal polo celeste, è visibile in ogni notte dell’anno ma la migliore espressione della sua inconfondibile forma a W si ha in autunno.
Gamma Cassiopeiae è una gigante blu ed è una stella variabile peculiare che a intervalli irregolari espelle involucri di gas che si allontanano dalla stella e ne intercettano la luminosità.
Eta Cassiopeiae è una bella stella doppia in cui le due componenti una gialla e una rossa sono visibili già con piccoli telescopi.
M52 è un ammasso stellare che si apprezza al meglio con il binocolo; è composto da oltre 100 stelle con una di color arancio che risalta sul bordo.
NGC 457 è un attraente ammasso a forma di catena.cassiopeia
 
Cefeo è una costellazione circumpolare.
La stella più brillante è alfa cefei (Alderamin) distante da noi 49 anni luce.
In questa costellazione troviamo due importanti stelle variabili: delta cefei di colore giallo (che viene presa come stella di riferimento per le variabili ed è definita anche in termini tecnici “candela standard cioè come base per il calcolo della distanza delle galassie vicine) e mi cefei chiamata da Herschel “stella granata” ed effettivamente è l’astro dal colore rosso più intenso di tutto l’emisfero boreale.cefeo
 
Il mito:
 
Cassiopea rappresenta la mitologica regina d’Etiopia, moglie di Cefeo e madre di Andromeda, seduta sul trono.
I romani diedero una lezione di umiltà a Cassiopea rappresentandola sì sul trono ma incatenata a causa della sua vanagloria e, addirittura, collocata in cielo a testa in giù.
Cefeo era il mitico re d’Etiopia che subì passivamente gli eventi causati dalla superbia della moglie e fu costretto a sacrificare la figlia Andromeda.
Le sue origini erano però nobili, poiché era diretto discendente di Zeus; una sua antenata era infatti Io, la fanciulla che il padre degli dei rapì sulla spiaggia di Tiro.

La saga completa di questa famiglia reale è descritta nel post di Andromeda.cassiopeia_il mito

cefeo_il mito

Permalink ¦ commenti (8)¦ commenti (8)(popup)
categoria : guida alle costellazioni

postato da AlfaLyrae alle ore 09:33
venerdì, 29 settembre 2006

aurora boreale

Ci sono due modi di vivere la vita.

Uno è come se non ci fossero i miracoli,

l'altro come se tutto fosse un miracolo.

(Albert Einstein)

Permalink ¦ commenti (5)¦ commenti (5)(popup)
categoria : polvere di stelle

postato da AlfaLyrae alle ore 20:12
lunedì, 25 settembre 2006

FACCIAMO UN PO’ DI LUCE… SULLA MATERIA OSCURA
 
Con il termine “materia oscura” gli astrofisici e i cosmologi identificano quella materia che non emette luce, onde radio, raggi x, raggi gamma o altre radiazioni.
E allora come sappiamo che esiste e, soprattutto, perché ci interessa così tanto?
Questo argomento è sicuramente complesso e necessita di alcuni fondamenti di fisica e astrofisica per essere compreso pienamente, ma l’aspetto che tutti possiamo trovare affascinante, è comunque quello di intuire come la conoscenza del Cosmo sia davvero limitata per certi aspetti, e rendersi conto di quanto sia fragile l’esistenza dell’Universo nel cui più remoto anfratto ci siamo noi, a bordo del pianeta Terra, che esistiamo grazie anche alla presenza della materia oscura… la “materia fantasma”!
Si intuì per la prima volta la sua presenza negli anni ’30 quando fu chiaro che determinati comportamenti gravitazionali degli ammassi di galassie erano spiegabili solo con la presenza di un enorme quantitativo di materia invisibile.
Le prove sperimentali della sua esistenza sono molte, a partire dai moti delle stelle nelle galassie a spirale.
Immaginiamo le galassie a spirale come delle gigantesche girandole in cui il nucleo denso e i bracci ruotano; ebbene, ci si potrebbe aspettare che con l’aumentare della distanza dal nucleo la velocità diminuisca, un po’ come accade per i pianeti del sistema solare nelle loro orbite intorno al sole.
In realtà le velocità tangenziali aumentano! E proprio questo comportamento è la prova tangibile di una grandissima quantità di materia non visibile che agisce gravitazionalmente sul movimento delle stelle.
Lo stesso discorso vale per il moto delle galassie all’interno dei grandi ammassi, cioè i raggruppamenti spontanei che tendono a formarsi (quello della Via Lattea è chiamato “Locale”, c’è poi quello della Vergine ecc.)Hubble Deep Field
Se la materia presente fosse solo quella visibile la forza gravitazionale non sarebbe sufficiente a tenere legate le galassie e ad evitarne la fuga.
Un altro fenomeno affascinante che ci rivela la presenza della materia oscura è quello delle lenti gravitazionali. Quando dalla Terra osserviamo un corpo luminoso e in mezzo si frappone un altro corpo accade una cosa molto particolare: i fotoni emessi da una sorgente luminosa, passando accanto ad un corpo massivo (che ha la capacità di modificare e incurvare lo spazio-tempo circostante e funziona come una vera e propria lente), subiscono la sua attrazione gravitazionale come descritto dalla legge della relatività.
Questa perturbazione modifica la traiettoria della luce e dà origine alla formazione di immagini multiple della sorgente che si sta osservando. L’immagine sottostante chiarisce certamente l’idea.
Lente gravitazionale
(L'immagine dell'ammasso di galassie Abell 2218 è uno spettacolare esempio di una lente gravitazionale. Le numerose strutture ad arco  disposte come una tela di ragno sono un'illusione causata dal campo gravitazionale dell’ammasso.)
Misurando l’angolo di curvatura della luce o il grado di distorsione dell’immagine si può stimare la massa della lente che in molti casi si è visto essere decisamente superiore a quella associata alla materia visibile; ecco di nuovo la presenza di materia oscura!
La sua importanza, quindi, deriva proprio dal fatto che è parte fondamentale dell’Universo anche se non riusciamo a vederla.
Ma se non è visibile, non emette raggi e radiazioni, di cosa è fatta?
Quasi sicuramente di marteria non barionica, cioè costituita di protoni e neutroni.
Le ipotesi degli astrofisici puntano sui “neutrini” , particolari particelle con carica elettrica nulla, la cui presenza è stata accertata grazie anche al Superkamiokande, un osservatorio dediato proprio a questo tipo di ricerche.
I problemi principali che si pongono però, sono quelli relativi alla quantità dei neutrini presenti nell’universo (che si stima non cambi di molto la massa della materia visibile) e alla loro velocità che, essendo prossima a quella della luce, può avere un qualche tipo di rilevanza solo nel tenere uniti i grandi ammassi di galassie e non sicuramente le stelle di una galassia.
Quali possono essere quindi queste particelle di massa superiore e velocità ridotta che formano la materia oscura?
Si entra qui nel campo della speculazione: i possibili candidati sono i “neutralini”, i “nucleariti”, gli “assioni” e ipotetiche particelle dotate di carica magnetica chiamate “monopoli magnetici”.
Non lo si sa, il dibattito e la ricerca sono ancora ampiamente aperti.
 
 
 
 
Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : astro